Due cortei oggi, uno a Roma organizzato da Cgil, Cisl e Uil, associazioni e con i leader di Pd e M5S. L’altra a Milano del Terzo polo con Cottarelli e Moratti
Artículo de Valeria Forgnone publicado en Repubblica, el 5 de noviembre de 2022
Due cortei in due città diverse per chiedere la pace in Ucraina. Con botta e risposta a distanza tra leader politici dalle piazze. A Roma ha sfilato il corteo organizzato da sindacati e associazioni per il cessate il fuoco, per il negoziato e lo smantellamento degli arsenali nucleari. Presenti anche Pd e M5S. La manifestazione nella Capitale – a cui hanno partecipato «più di 100mila persone», secondo gli organizzatori – è partita da piazza della Repubblica per concludersi in piazza San Giovanni sulle note di ‘Bella ciao’ (stesso finale anche a Milano). In apertura lo striscione di Europe for Peace portato da scout e da volontari della Comunità di Sant’Egidio. «Per noi pace vuol dire la fine dell’invasione russa», dice il segretaro dem Enrico Letta dal corteo romano dove è stato contestato da alcuni manifestanti («guerrafondaio»). Giuseppe Conte attacca sul tema delle armi: «Nuovi invii devono essere decisi dopo il confronto con il Parlamento», a cui risponde il ministro della Difesa, Guido Crosetto («Sempre il confronto in Parlamento»). Il capo del Movimento provoca poi Carlo Calenda, impegnato invece nel corteo di Milano: «Non ho capito se è per la pace o per la guerra». Il leader di Azione non è rimasto in silenzio: «C’è una definizione per Giuseppe Conte: si chiama qualunquismo, e nella cultura italiana il qualunquismo è di destra, non c’entra niente con la sinistra».
